mountd

MOUNTD(8)                   System Manager's Manual                  MOUNTD(8)



NOME
       mountd - demone per il mount NFS

SINTASSI
       /usr/etc/rpc.mountd [ -f exports-file ] [ -d facility ] [ -P port ]
       [ -Dhnprv ] [ --debug facility ] [ --exports-file=file ] [ --help ]
       [ --allow-non-root ] [ --re-export ] [ --version ]

DESCRIZIONE
       Il programma mountd è un demone per il mount NFS: ricevendo una
       richiesta MOUNT da un cliente NFS, la verifica usando l'elenco dei file
       system esportati in /etc/exports.  Se al cliente è permesso montare il
       file system, mountd crea un file handle per la directory che è stata
       richiesta, e aggiunge una voce a /etc/rmtab.  Ricevendo una richiesta
       UMOUNT, rimuove la voce del cliente da rmtab.  Si noti, però, che un
       cliente potrebbe continuare ad usare il file handle anche dopo una
       richiesta UMOUNT (per esempio, se il cliente innestasse lo stesso file
       system remoto in due punti diversi). In maniera simile, se il cliente
       ripartisse senza comunicarlo a mountd allora una voce inutile
       sopravviverebbe in rmtab.

   Avvio da inetd
       mountd può essere avviato da inetd piuttosto che all'avvio aggiungendo
       queste due righe a /etc/inetd.conf:

       mount/1-2 dgram  rpc/udp wait  root  /usr/sbin/rpc.mountd rpc.mountd
       mount/1-2 stream rpc/tcp wait  root  /usr/sbin/rpc.mountd rpc.mountd

       Se avviato da inetd, mountd terminerà dopo un certo periodo
       d'inattività .

OPZIONI
       -f o --exports-file
              Questa opzione specifica il file delle esportazioni, che elenca
              i clienti che questo server è preparato a servire e i parametri
              da applicare ad ognuno di questi mount (si veda exports(5)).  Le
              esportazioni sono di natura lette da /etc/exports.

       -d o --debug
              Registra ogni transazione in modo esauriente su standard error.
              Le attività sono registrate come call per tutte le chiamate,
              auth per le autentifiche cliente, fhcache per le operazioni
              sulla cache dei file handle, rmtab per le modifiche fatte a
              /etc/rmtab.  Di natura, le registrazioni sono spedite a syslogd,
              a meno che il demone stia girando in primi piano.

       -F or --foreground
              A differenza del funzionamente usuale, mountd, con
              quest'opzione, non si distacca dal terminale. La diagnostica
              eventualmente richiesta viene inviata su standard error.

       -h o --help
              Fornisce un breve sommario d'aiuto.

       -n o --allow-non-root
              Permette alle richieste di mount in arrivo di essere onorate
              anche se non sono originate da porte IP riservate. Alcune tra le
              più vecchie implementazioni dei clienti NFS la richiedono;
              qualche nuova implementazione del cliente NFS non crede nella
              verifica delle porte riservate.

       -P No_porta or --port No_porta
              Fa sì che mountd ascolti sulla porta No_porta invece che su una
              porta a caso. Di natura, mountd ascolta sulla porta mount/udp
              specificata in /etc/services, oppure, se questa non è stata
              definita, su qualche porta inferiore a 1024 scelta
              arbitrariamente.

       -p o --promiscuous
              Pone il server in modalità  promiscua nella quale servirÃ
              qualsiasi nodo nella rete.

       -r o --re-export
              Permette l'esportazione di file system importati con NFS o SMB.
              Ciò può essere usato per rendere la macchina un ripetitore
              NFS/SMB. Una certa cautela dovrebbe essere usata quando si
              riesportano dei mount ciclici in quanto rientrando nel punto
              d'innesto si causa uno stallo (deadlock) tra il cliente e il
              server.

       -v o --version
              Riporta la versione corrente del programma.

   Controllo d'accesso
       Per migliorare la sicurezza, l'accesso a mountd può essere limitato
       alla libreria «TCP wrapper», parte del pacchetto tcp_wrappers di
       Wietse Venema. Quest'opzione deve essere abilitata al momento della
       compilazione. Per restringere l'accesso ai soli nodi della propria rete
       locale (diciamo 192.168.1.0), si devono aggiungere queste due righe a
       /etc/hosts.allow:

       rpc.mountd : 192.168.1. : allow
       rpc.mountd : ALL        : deny

       Questo suppone che TCP wrapper sia stato compilata con le opzioni
       abilitate (cosa caldamente raccomandata): sennò bisogna aggiungere
       queste due righe, rispettivamente, a /etc/hosts.allow e
       /etc/hosts.deny:

       # hosts.allow:
       rpc.mountd : 192.168.1
       # hosts.deny
       rpc.mountd : ALL

       Dopo aver cambiato queste informazioni, bisogna far ripartire mountd
       perché le modifiche siano efficaci: lo si può fermare e far
       ripartire, oppure gli si può inviare un signale HUP.

BACHI
       Le informazioni in /etc/rmtab sono più spesso sbagliete che giuste.

SEGNALI
       Dopo aver ricevuto un SIGHUP, mountd rilegge il file exports ed
       eventuali restrizioni all'accesso dai file /etc/hosts.allow e
       /etc/hosts.deny.  Si noti che modifiche fatte alle esportazioni
       prenderanno effetto solo dopo aver spedito un SIGHUP pure a nfsd .

FILE
       /etc/exports
       /etc/rmtab

VEDERE ANCHE
       exports(5), nfsd(8), ugidd(8C), showmount(8).



                                11 agosto 1997                       MOUNTD(8)